Se la scuola fosse un mercato
Il primo compito a casa proposto in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale è: se la scuola fosse un mercato, cosa avrebbe da offrire? E di ciò che offre, cosa ti interessa acquistare? Il pagamento non è in denaro, ma in qualcosa da fare in cambio: cosa sei disposto a dare?
Come secondo compito, la canzone Il negozio di antiquariato di Niccolò Fabi, da ascoltare con tutti i sensi pensando a quando si è tra i banchi di scuola: accorgersi dove è diretta quella sensazione. Sorpresa (cosa non vedevi e adesso vedi con piacere)? Rabbia (quali aspettative sono deluse)? Speranza (quale desiderio senti di poter realizzare)?
Genitori 'sufficientemente buoni' e autostima fuori dai voti
Ciò di cui ringraziare i propri genitori è che non hanno mai chiesto di portare a casa buoni voti: a volte è stata un'esigenza del figlio, mai una fissazione. Nella vita capita che i buoni voti diventino merce di scambio nel mercato dell'amore. La scuola può invece essere un campo in cui coltivare un'autostima non quantificabile numericamente, legata alla qualità e al riconoscimento dei propri desideri, senza per questo perorare l'abolizione dei voti.
Una scuola senza sportello di ascolto costringe a passare dal filtro dei genitori, e a un adolescente arrabbiato e riservato questo non sta bene. La scuola può essere uno spazio protetto in cui trovare persone che siano un riferimento, senza il filtro di chi percepiamo come coinvolto nella nostra difficoltà. E può essere frequentata da genitori 'sufficientemente buoni', come li chiama Winnicott: capaci di sostenere la curiosità e, insieme, di trascinare a scuola.
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