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Crescita personale

Lettera ad una professoressa, lettera a ciascuno di noi

A volte gli inizi fanno proprio schifo. Ma spesso il problema è la mancanza di un perché forte. Quello dei ragazzi di Barbiana era fortissimo.

Lettera ad una professoressa, lettera a ciascuno di noi

Gli inizi possono fare schifo

Settembre è un mese di inizi: zaino nuovo, nuovi propositi, cambiamenti di corso, ruolo o orario. Ma a volte questi rituali sembrano dover essere per forza belli e ricchi di significato, mentre molte volte gli inizi fanno proprio schifo. Il primo giorno di scuola è spesso noioso, solitario, frustrante: un elenco di regole dettate per fare paura.

E può succedere di sentirsi inadeguati, perché ci si aspetta che gli inizi siano belli: 'perché proprio a me non piacciono?'. Ripensando a inizi orribili da cui si desiderava scappare, la risposta è una: mancava un perché. Un perché forte, la ragione che ci fa alzare la mattina. Noi lo chiamiamo scintilla.

Il perché dei ragazzi di Barbiana

Una scintilla molto forte è stata la lettura di 'Lettera a una professoressa' dei ragazzi della scuola di Barbiana. Il loro perché era fortissimo: tutti dovevano avere le stesse possibilità, non dovevano essere esclusi, dovevano avere spazio a scuola. 'La scuola sarà sempre meglio della merda', scrivono. E quindi? Ci arrendiamo invece di cercare un perché?

Quella dei ragazzi di Barbiana è una lettera a una professoressa ma anche una lettera a ciascuno di noi: forte, intensa, e insieme il manifesto da cui nasce una comunità che impara. Un consiglio per questo settembre: scrivere una lettera a noi stessi su cosa ci ha portati fin qui, come ci sentiamo, cosa vogliamo imparare, chi sono i nostri alleati. Poi chiuderla in una busta e riaprirla a fine anno, per un momento di cura e attenzione verso noi stessi.

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