La memoria inganna
Cercando nel diario del secondo superiore le elucubrazioni sull'etimologia di 'psichiatra', ricordate come il desiderio di quel mestiere fosse nato in un banco nascosto in fondo all'aula, in un periodo burrascoso di scarsa motivazione, non si trova nulla. La memoria, ferrea su alcuni episodi, era ingannevole: era guardando indietro, nel diario del quarto ginnasio, un anno ricordato come 'insignificante', che si ritrova la propria scintilla.
È la prova che la mente mente: gli anni che sembravano vuoti contenevano eventi molto significativi per la vita. Vale la pena rileggere le proprie pagine di tanto in tanto, perché quello che cerchiamo può trovarsi dove la memoria non ci dice di guardare.
Mattoni di pazienza
Su un taccuino in copertina c'è scritto: 'La felicità si costruisce con mattoni di pazienza'. Una conferenza recente aggiunge un tassello: nella traduzione interconfessionale del Nuovo Testamento la carità non è definita 'paziente', bensì 'lungimirante'. Pazienza e lungimiranza si conciliano nel verbo greco da cui deriva pathos, lo stesso verbo del portare in grembo.
La felicità si costruisce dunque con uno sguardo in avanti, radicati nel presente, preparando attivamente invece di attendere passivamente gli eventi, nella fiducia che ciò che si fa ora ha valore di per sé. E quando il percorso di studi sembra impossibile, con ostacoli, insicurezze e sensi di incapacità, sono le persone incontrate lungo la strada a permettere di creare la propria strada, quella su cui la fatica diventa sopportabile e lungimirante.
Articolo pubblicato originariamente su Leggi la fonte originale
