Una relazione di fiducia, non una lezione
Il mentoring porta dentro un'idea antica quanto l'umanità: nessuno può crescere da solo. Ogni sogno che trova una forma ha quasi sempre incontrato lungo la strada uno sguardo, una voce, una mano tesa. Il mentoring è questo: un incontro tra due traiettorie diverse che, per un tratto di strada, scelgono di camminare insieme.
Non è una lezione frontale né un rapporto gerarchico: è una relazione di fiducia, in cui qualcuno, spesso ma non necessariamente più avanti nel proprio percorso, mette a disposizione tempo, esperienza e ascolto per una persona che sta cercando il suo cammino. Non sostituisce lo studio, il merito né i percorsi di psicoterapia, ma riduce quel divario invisibile di informazioni, fiducia e possibilità, e trasforma un 'non so se sono all'altezza' in un 'proviamoci insieme'.
Cambia anche chi lo offre
C'è un aspetto spesso dimenticato: il mentoring cambia profondamente anche chi lo offre. All'incontro con ogni mentee, il mentore riscopre il senso del proprio percorso, rilegge le proprie scelte e si misura con domande nuove. È uno scambio, mai un monologo.
Il mentoring è un atto di responsabilità verso il futuro: riconoscere che ciò che abbiamo imparato non è solo nostro, e non tenere per sé le chiavi delle porte che abbiamo aperto. Chi viene mentito allarga lo spazio del possibile e accende una luce in una stanza buia: è qualcuno che ti vede, prima ancora che tu riesca a vederti da solo, e resta accanto a te abbastanza a lungo perché quel possibile diventi realtà.
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