← Torna al blog

Educazione

Cambio d’aula all’americana. Da “stai al tuo posto” a “cerca la tua strada”

All'università siamo noi a spostarci da un'aula all'altra. A scuola invece restiamo fermi 'al nostro posto'. E se fosse il cambio d'aula a insegnarci a scegliere?

Cambio d’aula all’americana. Da “stai al tuo posto” a “cerca la tua strada”

Da spettatori ad attori

Il cambio d'aula all'americana evoca armadietti personalizzati e studenti che migrano da un'aula all'altra, zaino in spalla. Ma in fondo è quello che succede all'università: a fine lezione usciamo, camminiamo, respiriamo un'aria diversa e ci contaminiamo con studenti reduci da pensieri diversi dai nostri.

A scuola ci viene invece chiesto di restare fermi 'al nostro posto', spettatori di una sfilata di docenti al cui cospetto bisogna alzarsi. Applicato anche da noi, il cambio d'aula invertirebbe il paradigma: agli studenti verrebbe chiesto un ruolo attivo, quello di andare alla ricerca di fonti di sapere sempre nuove e di cercare la propria strada.

Cinque minuti per imparare a scegliere

Negli Stati Uniti questa impostazione va di pari passo con i corsi opzionali: non siamo tutti uguali, ciascuno ha le proprie attitudini, le proprie vocazioni. E per trovarle bisogna essere liberi di esplorare più itinerari in parallelo.

Quanto sarebbe diversa la nostra scuola con quei cinque minuti di cambio d'aula da vivere in modo attivo? Quanto ci insegnerebbe a scegliere e a sbagliare? Quante vocazioni non perderemmo più per strada?

Articolo pubblicato originariamente su Leggi la fonte originale